lunedì 2 luglio 2012


IL MUSEO DELLA CERAMICA DI CUTROFIANO E LA COLLEZIONE BRIOSI


Il Museo della ceramica di Cutrofiano si è arricchito, nell’estate del 2010, di una intera collezione

 di fischietti in terracotta, dono di Mario Briosi.

Mario Briosi, collezionista milanese, dopo una visita al museo di Cutrofiano, vista la qualità

della collezione del museo e la passione e le capacità di chi se ne prendeva cura ha pensato

che la sua collezione di fischietti, frutto di una eccezionale cultura e passione, ma anche di una

 ricerca durata decenni, potesse essere valorizzata come lui voleva all’interno del museo.

La volontà di Mario Briosi è quindi quella di rendere fruibile ad un consistente numero di persone

il frutto della sua passione (e a questo proposito è doveroso ricordare che la collezione stessa

se venduta avrebbe senz’altro creato un consistente guadagno); a tal proposito ha visto nella

figura del dottor Salvatore Matteo, direttore del Museo della ceramica di Cutrofiano, chi poteva

farsi carico di questa “missione”

http://www.ceramicacutrofiano.it/index.html

Il Museo della ceramica di Cutrofiano è stato istituito nel 1985 per raccogliere e conservare

le terrecotte tradizionali prodotte in passato dagli artigiani locali.

Cutrofiano infatti rappresenta un centro di produzione ceramica di antica origine e attivo tuttora.

                                                                 

Il Museo, nato dunque come mera esposizione di un numero limitato di oggetti d’uso, ha ben

presto arricchito le proprie collezioni, grazie ad acquisti e donazioni, accogliendo materiali provenienti

da tutta la Puglia ed anche da altri centri italiani.Sin dalla sua istituzione il Museo ha convissuto con

 la Biblioteca comunale,che nel tempo si è dotata di una consistente sezione dedicata agli studi sulla ceramica.

Il Museo è attualmente collocato nella sede dell’ex Municipio, al centro del paese, ma

 è previsto il suo trasferimento nel vicino Palazzo ducale, ora in restauro.

Il percorso del Museo si svolge seguendo una linea cronologica che va dalla preistoria

ai giorni nostri,articolandosi in quattro sezioni:

- Sezione archeologica: raccoglie ceramica preistorica, messapica, romana, medievale e

 postmedievale. Per quanto riguarda le fasi più antiche si tratta di materiali in gran parte frammentari

 recuperati nel corso di lavori occasionali e provenienti principalmente dal territorio di Cutrofiano, ma anche

da latri centri vicini.Risulta evidente come già dal medioevo Cutrofiano rappresentasse un centro di produzione

 molto sviluppatoanche nella produzione di oggetti invetriati di notevole pregio, tanto che un tipo di ciotola

decorata con foglie lanceolate contrapposte è stato denominato “Tipo Cutrofiano”

                                                                     

- Sezione tecnologica: raccoglie attrezzi e strumenti utilizzati nella lavorazione della terracotta

e provenienti da botteghe che hanno cessato nel tempo la loro attività. Vanno dal tornio per la modellazione

 dei vasi, alla pila per la preparazione degli smalti, i pennelli realizzati dagli stessi figuli per decorare, forconi

e altri strumenti necessari nella fase di cottura dei vasi stessi.

                                                                           

- Sezione storico-artistica: raccoglie ceramiche dipinte e maioliche prodotte fra ‘600 e ‘800,

 provenienti da vari centri pugliesi e dell’Italia meridionale. Si tratta di brocche, piatti, catini, mattonelle

 votive, albarelli acquasantiere ecc. Oltre alla migliore produzione locale, è ben documentata quella

di Grottaglie, relativa sopratutto al XIX secolo, ma sono presenti anche alcuni pezzi notevoli di Laterza, centro

ormai riconosciuto fra i più rinomati dell’Italia meridionale.

- Sezione antropologica: raccoglie un numero notevole di oggetti di uso quotidiano,

 sia grezzi che invetriati, quasi tutti di produzione locale.Si tratta di oggetti in uso fino a pochi decenni fa, fino

a quando la terracotta non ha perso del tutto la sua funzione per l’immissione sul mercato dei prodotti realizzati

 con materie plastiche, molto più leggeri e resistenti, ma in grado di competere anche sul piano dell’economicità,

che fino a quel momento aveva rappresentato il punto di forza della terracotta. Di questi oggetti colpisce

anzitutto la grande varietà di forme, che corrisponde alla molteplicità di funzioni svolte. Rispetto alla ceramica

cosiddetta colta, che si distingue per la cura e la ricchezza decorativa a fronte di una limitata varietà morfologica,

 nella ceramica d’uso le forme sono svariate,  perchè  rispondono alle innumerevoli esigenze della società

contadina. Si tratta di pentole, teglie, zuppiere, piatti, pestelli, boccali, vasi per la conservazione delle derrate,

 brocche, bacinelle,  lucerne ecc.     

                                                                           
Oltre alla esposizione di questi oggetti per contesto e tipologia, si è anche proceduto ad una ricostruzione dei contesti in cui gli oggetti erano impiegati. Si incontrano così il focolare, la stanza da letto e gli altri ambienti della casa. La ricostruzione della facciata di una casa tradizionale segna

il passaggio dalla città alla campagna. Seguono quindi i contesti della cantina del frantoio ecc. Lungo le pareti della sala, in corrispondenza dei singoli contesti, c’è un apparato fotografico utile ad orientare il visitatore. Di recente il Museo si è arricchito di una collezione di fischietti provenienti

da diverse regioni d’Italia e da varie parti del mondo,  donata dal sig. Mario Briosi (maggiori approfondimenti su questo punto

 sono disponibili nella sezione del sito dedicata alla collezione Briosi stessa).