mercoledì 5 settembre 2012

Lu Trappitu - Canto di Lavoro "alla stisa" degli Ucci

 Ria, prima, e con Eugenio Barba, dopo. Durante l’inverno ho cominciato a frequentare Cutrofiano e la casa di Bandello in via Mantova. Bandello mi raccontava della sua grande passione per il canto “colto”. Aveva anche frequentato per alcuni mesi una scuola di “bel canto” a Lecce, e mi parlava di come si canta, delle tecniche di emissione della voce e dei ruoli che ogni cantore deve avere e rispettare nel canto.
Di Aloisi si ricorda la sua grande contro voce, genuino, terragno, vero. Grande suonatore di pizzica e stornellatore indomito. Insieme a loro Angelelli alla fisarmonica, Ugo Gorgani al mandolino, Giuseppe Luceri alla chitarra, Antonio Melissano e Leonardo Vergaro, voce intonatissima sulla quale sia Bandello che Aloisi si “poggiavano” per eseguire i virtuosismi, melismi e ghirigori che le loro straordinarie voci permettevano.
Durante la settimana delle Palme andavano di “casello in casello” a cantare la vita e la morte di Gesù. In cambio chiedevano qualche uovo, formaggio o anche un “avi pace” (vai in pace).  

fonte
http://www.archiviosonoro.org/puglia/archivio/archivio-sonoro-della-puglia/fondo-chiriatti/gli-ucci-e-gli-altri-cantori-di-cutrofiano.html 


Nessun commento:

Posta un commento