Ria, prima, e con Eugenio Barba, dopo. Durante l’inverno ho
cominciato a frequentare Cutrofiano e la casa di Bandello in via
Mantova. Bandello mi raccontava della sua grande passione per il canto
“colto”. Aveva anche frequentato per alcuni mesi una scuola di “bel
canto” a Lecce, e mi parlava di come si canta, delle tecniche di
emissione della voce e dei ruoli che ogni cantore deve avere e
rispettare nel canto.
Di Aloisi si ricorda la sua grande contro voce, genuino, terragno,
vero. Grande suonatore di pizzica e stornellatore indomito. Insieme a
loro Angelelli alla fisarmonica, Ugo Gorgani al mandolino, Giuseppe
Luceri alla chitarra, Antonio Melissano e Leonardo Vergaro, voce
intonatissima sulla quale sia Bandello che Aloisi si “poggiavano” per
eseguire i virtuosismi, melismi e ghirigori che le loro straordinarie
voci permettevano.
Durante la settimana delle Palme andavano di “casello in casello” a
cantare la vita e la morte di Gesù. In cambio chiedevano qualche uovo,
formaggio o anche un “avi pace” (vai in pace).
fonte
http://www.archiviosonoro.org/puglia/archivio/archivio-sonoro-della-puglia/fondo-chiriatti/gli-ucci-e-gli-altri-cantori-di-cutrofiano.html
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